Thursday, August 29, 2019

L'ULTIMO ROCK ALL'INFERNO

L'ULTIMO ROCK ALL'INFERNO

di Renato Giordano

(MATTINO, STANZA D’ALBERGO. UN FAMOSO CANTANTE ROCK HA PASSATO LA NOTTE CON UNA RAGAZZA. IL TELEFONO SQUILLA CONTINUAMENTE, NESSUNO RISPONDE. LA RAGAZZA , SUL LETTO, PARLA, LUI  PILATUS, E’ NERVOSO, SI AGITA, PRATICAMENTE NON LA STA’ ASCOLTANDO)



RAGAZZA

Ieri sera questo non avrei potuto neanche sognarlo.

Finito il concerto io e la mia amica siamo corse sul retro del palasport , dove stava il vostro pullmann e la tua limousine. Vi abbiamo visti salire e vi siamo venute dietro fino a qui.

Poi siamo entrate timidamente nella hall, sapevamo che potevano mandarci via. Uno ci inquadra, viene da noi e ci chiede: che volete? “Vorremmo parlare dieci minuti con i Mistery Time”.



(PILATUS SI E’ ALZATO E VA A GUARDARE FUORI DELLA FINESTRA SPOSTANDO LE TAPPARELLE DELLA VENEZIANA)



PILATUS

Pioggia di merda. (FUORI STA PIOVENDO)

Con questa pioggia di merda lo cancellano il concerto di stasera.



RAGAZZA

Oh no! Ci tenevo a vedere il concerto di stasera. Dopo essere stata con te lo vedrei in maniera comletamente differente.



PILATUS

Non ti mettere idee strane per la testa.



RAGAZZA

Quindi dici che lo annullano?



PILATUS

Se continua a piovere. Non li fanno i concerti negli stadi se piove così.



RAGAZZA

Il telefono squilla.



PILATUS

Lo sento.



RAGAZZA

Davvero lo annullano il concerto, Chris?



PILATUS

Il concerto non si fa con la pioggia, bimba.

Ma se la pioggia smette anche solo un attimo lo fanno.



RAGAZZA

Beh, dovrà pur smettere di piovere.



PILATUS

Io non ci andrei a vedere un concerto così schifoso. (A BASSA VOCE)



RAGAZZA

Ho visto in TV che quelli della Marina Militare se vogliono ce l’hanno il modo per fermare la pioggia.



PILATUS

Davvero? (POCO INTERESSATO)



RAGAZZA

Proprio così. Hanno una certa bomba. La sbattono in mezzo alla tempesta e la tempesta finisce.



PILATUS

La tempesta?



RAGAZZA

Sì, la tempesta. Sai, credo che non ho mai visto una vera tempesta.

Da queste parti è difficile che ci siano delle vere tempeste, no?

(CERCA CONFERMA DA PILATUS, NON LA OTTIENE E SI ALZA DAL LETTO)

Che te ne pare del mio cappello con le luci ad intermittenza? Fico, vero?

Certo, ce ne sono alcune che si vestono ancora più da sballo , come quella nostra amica che porta un topo bianco sulla spalla ed una maglietta a ragnatela che la lascia praticamente nuda.

O quella stronza di cicciona vestita di rosa che girava qui attorno ieri sera con una catena d’argento che la legava dal collo alla caviglia.

Che me lo dai il tuo indirizzo americano? Vivi a Los Angeles, vero?Anche se come italo americano

dovresti tornare qui. Così ho letto sui nostri giornali. Allora me lo dai?



PILATUS

Sì….sì….dopo.



RAGAZZA

Bene.Dio, ho scopato con Chris Pilatus, ancora non ci posso credere. Il numero uno, il vincitore del Grammy di quest’anno, la voce di “Midnight last girl”!.

Sai, anche il tuo batterista mi ha chiesto se andavo con lui. M’ha detto: vieni a provare il mio letto ad acqua, me lo porto ovunque nel mondo! Non che mi dispiacesse, ma quando tu, bevendo uno yogurth m’hai fatto un cenno, non ci ho pensato certo due volte…(IL TELEFONO CONTUNIA A SQUILLARE) Ehi, il telefono contiuna a squillare, che faccio, rispondo?.



PILATUS

Non ci provare.



RAGAZZA

Va bene, va bene. Non te la prendere così.



PILATUS

Senti, oggi sono di cattivo umore. Ho i miei problemi.



RAGAZZA

Vedrai che riuscirai a risolverli i tuoi problemi. Sicuramente.



PILATUS

E tu che ne puoi sapere dei miei problemi.



RAGAZZA

(UN PO’ PICCATA) Posso immaginarli. Non sono mica una stupida.

(CON UN CURIOSO DISTACCO) Guarda queste cicatrici bianche ai polsi. E ci ho provato anche in macchina e con i barbiturici. Anche io ho i miei problemi quando mi cresce dentro una certa tristezza profondissima e schiacciante. (SI AFFACCIA ALLA FINESTRA E TIRA UN PO’ SU LA VENEZIANA).

Spesso la notte mi risveglio urlando, coperta da un sudore freddo, con la faccia premuta contro il cuscino e poi mi siedo al bordo del letto con lo sguardo fisso nel vuoto della camera completamente buia. E questo avviene di più da quando mia sorella è andata via di casa, perché sono rimasta davvero sola. Lei per un po’ mi ha scritto dove stava e quello che faceva, poi neanche quello. (PAUSA).

MI piace molto vedere la pioggia che cola lungo il vetro. Posso restare ancora qui? (LUI NON RISPONDE) Non voglio tornare subito nel mondo di sempre.



PILATUS

Io devo lavorare.



RAGAZZA

Dai, ti prego!



PILATUS

Vieni qui. (LEI SI AVVICINA)



RAGAZZA

Eccomi.

(PILATUS LA PRENDE E PROVA A FARCI ALL’AMORE VIOLENTEMENTE ED IN MODO MALDESTRO)

Ma che fai?  Non così! Mi fai male.

Ti prego, smettila!

(CHRIS UN PO’ IN STATO CONFUSIONALE E IRRITATO SI FERMA)

Secondo te sono una di quelle?



PILATUS

Cosa?



RAGAZZA

Pensi che si potrebbe dire che…che sono una puttana?



PILATUS

No, quando non lo sei.



RAGAZZA

Non capisco.



PILATUS

Non ha importanza.



(PILATUS ACCENDE LA TV DOVE STANNO DANDO “NEMICO PUBBLICO” UN VECCHIO FILM IN BIANCO E NERO CON JAMES CAGNEY)

Ehi, ma quello è James Cagney.

Che figlio di puttana è Cagney. Lo adoro quell’uomo.

RAGAZZA

Qual è?



PILATUS

Quello che porta meglio lo smoking. Non lo conosci Cagney?



RAGAZZA

Quel tipino brutto? E chi cazzo sarebbe?



PILATUS

Gesù Salvatore, ma da dove vieni?

James è il meglio, te lo dico io! Il meglio!

In confronto De Niro è una testa di cazzo. Te lo dico io.



RAGAZZA

Per me ha un’aria strana.



PILATUS

Strana?



RAGAZZA

Sì, brutta. Una faccia da stupido.



PILATUS

Tu sei stupida. Cagney era il migliore.



RAGAZZA

Quand’è che è morto?



PILATUS

Cagney è morto?



RAGAZZA

Cristo, da un sacco di tempo.



PILATUS

Non credo.



RAGAZZA

E’ morto da almeno vent’anni.



PILATUS

Ma…

(RESTA ASSORTO ED APPARENTEMENTE INCREDULO. IL FILM ARRIVA AD UNA SEQUENZA IN CUI CAGNEY ED IL SUO SOCIO, MET, FREDDANO UNO CHE STA’ SUONANDO IL PIANO PER LORO).



RAGAZZA

Ehi, quel tuo amico Cagney adesso fa fuori quel pianista che spera di salvarsi la vita cantandogli la canzone che gli suonava quando era un bambino…



PILATUS

No, Cagney non ucciderebbe così un musicista.



RAGAZZA

Ecco vedi, gli si è messo alle spalle mentre canta seduto al piano, che ghigno…ora estrae la rivoltella….

(IL PIANISTA CON LA VOCE ROTTA DALL’EMOZIONE CANTA : “LAZY JOHN…” INTERROTTO DAL COLPO DI PISTOLA E DAL RUMORE DELLA TESTA CHE CROLLA SULLA TASTIERA DEL PIANO)



PILATUS

(VISIBILMENTE COLPITO SPEGNE LA TV COL TELECOMANDO)

Due minuti fa non sapevi neanche chi fosse Cagney, e adesso sai tutto dei suoi film!

(PRENDE IN MANO UNA RIVISTA)

Mi accendo un’altra sigaretta: tanto non devo preoccuparmi di cantare.

(VA CON LA MANO A TOCCARE LA CICATRICE CHE HA SULLA GUANCIA)

C’è sempre qualcosa che me lo fa tornare in mente.

Ehi, potrebbe essere il titolo di una canzone, di quelle da strapparti l’anima.

Da un po’ il cervello mi brulica di pezzetti di canzoni, che poi sono briciole di ricordi.

Guardo il fondo del bicchiere di whisky e sento Frank Sinatra con “My Way”, mi stendo di notte sul letto e risento Orbison che fa “Crying” , però dopo un po’ nella mente non mi girano più canzoni di altri , ma le mie.

E canto un frammento di una canzone che non so, che non ho mai sentito prima e mi rendo conto che è una canzone mia, una nuova che sto componendo senza accorgermene.

E’ troppo tempo che non compongo più canzoni mie! (LEI SI AVVICINA A PILATUS)



RAGAZZA

Che ti sei fatto al viso? Qualche fan?



PILATUS

No, è il segno che mi hanno lasciato gli artigli del diavolo.



RAGAZZA

Gli artigli…? (DOPO UN ‘ATTIMO DI PERPLESSITA’ SI METTE A RIDERE)

E dici delle cose incredibili. Gli artigli del diavolo! Ci pensi?

Una sera , qualche tempo fa, stavo ascoltando alla radio il programma del mio dj preferito. Era la notte delle streghe e lui ha fatto tutto un discorso sui messaggi subliminali nella musica rock. Sai quelle cose che tu ascolti il disco al contrario e le cose che vengono dette sono tutte altre?

E faceva l’esempio di Starway to heaven, la canzone dei Led Zeppelin, quella che con Imagine di Lennon è stata proclamata la canzone del secolo. Non ci crederai ma nasconde dei messaggi satanici. E’ stato il diavolo ad ispirarla, e le parole ascoltate al contrario da bellissime diventano tremende. Già il modo in cui è stata composta fa capire tante cose.

Page, il chitarrista prima di comporla con Plant sedeva esausto per gionate intere in una stanza buia davanti ad una tavola imbandita con coltelli vari e candele accese. E stringeva tra le mani la sua chitarra come se fosse in attesa di qualcosa. Poi di colpo la mano di Plant, ha cominciato a scrivere da sola, a scrivere parole mentre lui guardava stupito e terrorizzato questa cosa, ed anche la musica veniva fuori come da sola. Poi il Dj ha fatto sentire il disco al contrario e si sentiva preciso…

“I’ve got to live for Satan”. Devo vivere per Satana. E poi…

“ecco il mio dolce Satana, la mia piccola piccola mia non mi renderà triste….”

Il disco ha un messaggio satanico! Anche tu hai composto così? Con l’aiuto di Satana?

(PILATUS SI METTE A RIDERE)

Tu sei unico, sei stupendo, ne ero sicura, che scema. Quasi ci ho creduto che tu avessi fatto un patto col diavolo.

Posso mettere un po’ di musica?



PILATUS

Sì.



(LEI SI AVVICINA AL LETTORE CD NE SCEGLIE UNO E LO METTE)



RAGAZZA

Metto “How can you mend a broken heart”. Mi piace davvero.

(PARTE LA MUSICA) Chi canta? Non sono i Bee Gees.



PILATUS

No, è Teddy Pendergrass.



(IL DISCO SUONA E LE PAROLE SONO…”HOW CAN YOU STOP THE RAIN FROM FALLING DOWN”)



RAGAZZA

Senti il disco ha il nostro stesso problema. Come far smettere alla pioggia di cadere.

Beh, quelli della Marina un modo ce l’hanno.

Loro sanno come fermare la pioggia. La fermano e basta.



PILATUS

Una volta qualcuno mi ha detto che nella musica c’è la verità. Forse è per questo che l’ascolto così attentamente ogni volta che mi capita. Di verità ce n’è molto poca nella vita.

(SIAMO ALLA RIPETIZIONE DEL RITORNELLO : “HOW CAN YOU MEND THIS BROKEN MAN , HOW CAN A LOSER EVER WIN”).

Come è possibile rimettere insieme I cocci di un uomo distrutto? Come è possibile trasformare un perdente in un eterno vincitore? Ascoltando la musica mi sembra di rivivere la mia vita.



RAGAZZA

Questo è proprio quello che dovrebbe fare la musica in ognuno di noi. E questo è l’effetto che mi fa la tua musica.



PILATUS

La musica non fa pensare, fa ricordare. Non su può amare la musica se non si hanno ricordi.

A volte mi piace ripensare al passato, anche se cerco di sfuggire al dolore, e me ne lascio sommergere. Forse anche questo mi aiuta a sopravvivere.

(IL DISCO STA FINENDO : “PLEASE HELP ME MEND MY BROKEN HEART, AND LET ME LIVE AGAIN”)

E mi aiuta  a pensare che vivere non è tempo sprecato. Forse.



RAGAZZA

Vuoi dire che è come continuare a riempire il Juke box di monetine per ascoltare e riascoltare incessantemente la canzone del proprio amore?



PILATUS

Già.



RAGAZZA

Hai sofferto molto prima di arrivare al successo?



PILATUS

Abbastanza. Jim Morrison diceva, lascia che ti presenti il mio amico dolore…



RAGAZZA

Io il dolore lo vorrei evitare.

Cerco di evitarlo, ogni volta che posso.



PILATUS

Beh, sbagli. Perché il dolore è verità. Il dolore non mente.

Il dolore non mente, esiste e basta.

Il dolore è proprio quello che è, e niente di più, capisci?

Va e viene, ma è sempre reale, vero, il dolore. E’ la verità, e la verità è solo buona.

Anch’io sto cominciarlo a capirlo soltanto adesso.



RAGAZZA

Quando Jim Morrison e Janis Joplin cantavano io non ero ancora nata.

 Mi sarebbe piaciuto nascere mentre Janis Joplin stava cantando qualcosa.



PILATUS

Che differenza fa, puoi ascoltare lo stesso i suoi dischi.



RAGAZZA

Chissà, magari avrebbe potuto essere per me un buon auspicio, lei ha la voce femminile più fantastica.

Anch’io ho sempre desiderato essere una cantante.

Da piccola quando avevo nove o dieci anni la mamma mi ha portato a Roma ad un concorso per esordienti. Eravamo in un grande teatro e c’erano un sacco di bambini tutti in fila sul palcoscenico.

Ognuno doveva far vedere che cos’era capace di fare quando veniva chiamato.

C’erano dei bambini che ballavano, altri che suonavano uno strumento, altri ancora che cantavano, e questi erano la maggior parte.



PILATUS

Tu cosa hai fatto?



RAGAZZA

Ho cantato “Blue Moon”, quel pezzo che cantava anche Elvis. La mamma aveva pensato che fosse una idea brillante farmi cantare una canzone da grandi.



PILATUS

Come t’ è andata?



RAGAZZA

Non tanto male. Ovviamente non ce la facevo a prendere buona parte delle note più alte, e tutti gli altri bambini facevano rumore mentre io cantavo. Però sono andata bene.



PILATUS

Hai vinto?



RAGAZZA

No, ha vinto una bambina che suonava il violino.



PILATUS

Perché poi hai smesso di cantare?



RAGAZZA

La mamma decise che non avevo talento, e disse che non voleva più buttare i soldi per le lezioni di canto. Questo quando avevo quattordici anni.

Probabilmente aveva ragione , non ha senso farlo se non si è portati. Invece se si ha una voce, metti come quella di Annie Lennox, bisogna non pensarci due volte alla strada da prendere.



PILATUS

Eh già.



RAGAZZA

(DOPO UN ATTIMO DI SILENZIO) Sai che hai conosciuto anche mia sorella?

Mia sorella maggiore. Si chiama Aurora, te ne ricordi?

E’ stata la tua groupie preferita per un mese.

(LUI LA GUARDA PIU’ ATTENTAMENTE MA LO SGUARDO E’ VUOTO)



PILATUS

Non so…forse. Anzi, credo di sì.



RAGAZZA

Ti ho visto la prima volta due anni fa a Milano. Erano i primi tempi del tuo successo.

Ti ricordi quella sera che sono morti due ragazzi che s’erano arrampicati , per vederti, su di un ponteggio che non ha retto?



PILATUS

Sì, mi sembra di ricordare.



RAGAZZA

Che serata! Non me la dimenticherò mai.

Ero pazza di te. Mi sembravi l’uomo più bello che avessi mai visto.

Ho ballato proprio sotto il palco per tutto il tempo.

Se avessi potuto mi sarei fatta sbattere da te proprio sul tuo organo.

(SI METTE A RIDERE RENDENDOSI CONTO DELLA BATTUTA INVOLONTARIA)

Sul tuo organo, Dio che gioco di parole!

M’aveva fatto entrare di nascosto mia sorella Aurora. Avevo sedici anni.

Siamo state sotto il palco tutte e due, e ti giuro, ti giuro che avevamo entrambe le mutandine fradicie. Se ce lo avessi chiesto avresti potuto averci tutte e due.



PILATUS

Falla finita. (URLA) Ti ricordi, ti ricordi….

(INIZIA A SUONARE SUL LETTORE UN NUOVO PEZZO MESSO DA LEI.

“HOW MANY TIMES DO I HAVE TO TRY TO TELL YOU…”)



RAGAZZA

Ci tenevo proprio a dirtelo. La tua voce è davvero particolare.

Cattiva ma anche buona. Sexy. E’ come in un certo senso fare l’amore quando fuori piove.

Dove suonavi prima di formare i Mistery Time? Non sono riuscita a trovare notizie dei tuoi primi tempi. (LA MUSICA FA: “TELL ME…WHY, TELL WHY…”)



PILATUS

Ho fatto un paio di 45 giri.



RAGAZZA

Quali erano i titoli?



PILATUS

Quello che è andato un po’ meglio si chiamava “The dark of the night”.



RAGAZZA

Dio, proprio quello. Aurora ce l’aveva. Mi piaceva moltissimo.

L’hai scritta tu?



PILATUS

Sì.  Ti piaceva sul  serio?



RAGAZZA

Da matti. Ma il nome del cantante era un altro, non ti collegavo. Come andò quella canzone?

PILATUS

Male. Niente promozione. Poca distribuzione. Niente successo.

Le parole non me le ricordo neanche più.

Poi un giorno è comparso Frank Terry e m’ha detto : le più forti sensazioni al mondo sono due!

Sbatterti un numero infinito di donne ed avere successo, un successo vero, da far crepare di invidia gli altri. Io te le farò provare.

Poi ha continuato: veramente ce n’è una terza, ma quella è un optional, cioè far fuori un figlio di puttana che odi. Non c’è niente di meglio.

Se ammazzi uno che ti sta simpatico , non ti diverti neanche la metà.

Frank è il diavolo, quel figlio di puttana è il diavolo in persona.

(FA UNA PICCOLA PAUSA ED ALLORA SI RISENTE LA MUSICA CON LA SUA DOLCE INSODDISFAZIONE: “THIS IS THE BOOK I NEVER READ, THESE ARE THE YEARS THAT WE HAVE SPENT ”).

Avevo registrato due dischi ma nessuno era entrato in classifica. Non avevano funzionato, non avevano funzionato per niente.

Avevo fatto l’artista d’apertura nei concerti di qualcuno importante e poi night club e roba del genere. Però “The dark of the night” un po’ era conosciuto, qualche ragazza la sera si trovava, ma insomma, la voglia di scrivere passa.

Si invecchia presto nel mondo del rock.

Io però, naturalmente, non correvo questo rischio!

Dentro di me sapevo che sarei diventato qualcuno. (NON LO DICE CON CONVINZIONE)

Frank l’ha capito, è venuto da me e m’ha fatto firmare un contratto.

Sarò per te quello che è stato Brian Eptein per i Beatles o il colonnello Parker per Elvis.

M’ha detto. (IL TELEFONO RICOMINCIA A SQUILLARE)



RAGAZZA

Forse è qualcosa d’importante.

Forse vogliono comunicarti qualcosa sul concerto di stasera…

(LA  RAGAZZA VA AL TELEFONO E SOLLEVA LA CORNETTA, PILATUS ACCORRE E LA RIBUTTA GIU’ PRIMA CHE LEI COMINCI A PARLARE).

Chi telefona è una persona cattiva, vero?.



PILATUS

Non cattivo del tipo pericoloso, solo del tipo sporco, capisci?



RAGAZZA

Sì. L’ho capito dalla voce. Potrebbe essere davvero cattivo se tu avessi paura di lui, giusto?



PILATUS

Certo, avere paura di lui lo renderebbe davvero duro. (SILENZIO)

Lui, Frank ! La notte in cui ho vinto il Grammy per la migliore canzone dell’anno e come miglior cantante, feci molto tardi festeggiando e bevendo. Quando rientrai in albergo , nella semioscurità della stanza ho visto il letto enorme con il Grammy buttato da una parte, e poi Helen, la mia donna, l’unica a cui avessi mai tenuto, nuda e coperta da un velo di sudore, seduta sopra Frank, impegnata a scivolargli su e giù sull’uccello.

Lei stringeva i fianchi , se lo spingeva dentro, ancora e ancora.

La guardai per un istante e mi tornarono in mente le volte che avevamo fatto l’amore davanti ad uno specchio, perché mi piaceva un sacco guardarla scopare.

Mi piaceva da morire il modo in cui contraeva e rilassava i muscoli, come mi spingeva le mani contro la schiena, pronta a graffiare, proprio come un gatto quando fa le fusa, o come si spostava i capelli da un lato e poi li usava per carezzarmi il petto, o come teneva socchiuse le labbra mentre rovesciava la testa, così, esattamente, come stava facendo in quel momento.

“Come è possibile che qualcosa di tanto bello, possa sembrarmi adesso tanto terribile?

Come è possibile che qualcosa di così mio possa ora appartenere ad un’altra persona?”

Come è possibile….com’è possibile?

Mi avvicinai al letto.La tenue luce che proveniva dall’esterno rendeva l’immagine di quei corpi uniti insieme irreale, da sogno.

Frank ,ora steso sulla schiena in mezzo alle lenzuola sudate, usava le mani per guidare i fianchi, sussurrando qualcosa. Percepii il calore dei corpi, sentii le paroline dolci che lei diceva: “…fammi l’amore…”, gli odori….

“Basta ,non posso sopportarlo più” dissi dentro di me. E me ne andai in silenzio, sicuro che Frank mi avesse visto. Sicuro che l’avesse fatto apposta proprio quella notte per dimostrarmi che poteva fare di me ciò che voleva.



RAGAZZA

Appena il cielo si scurisce un po’, anche se non è ancora notte io guardo sempre in su, sperando di vedere una stella cadente. Mi piacciono le stelle cadenti.

Perché mi ricordano mio padre.

Mi diceva: stai bene attenta alle stelle cadenti, se ne vedi una porta fortuna.

Si sono separati molti anni fa con mia madre e non l’ho visto più. Mi telefonò quella volta che dovevo cantare al concorso e mi chiese se avevo visto una stella cadente la sera prima.

All’inizio della tua carriera sarebbe un grande auspicio, m’ha detto.

Quando si muore l’anima vola via come un uccello, e si nasconde in una nuvola.

E quando piove significa che le nuvole sono piene di anime e ne struzzano fuori qualcuna, perché in cielo non c’è più posto.

L’acqua sul vetro vien giù che sembra una cascata.

D’altronde in questa stagione può succedere.



PILATUS

Già , oggi è il sette febbraio, Questa è l’unica verità. Il 7.2. Capisci?



RAGAZZA

Cioè?



PILATUS

(SI VERSA DA BERE) Ascolta il verbo. I numeri di oggi sono il sette e poi il due.



RAGAZZA

E allora?



PILATUS

I numeri di oggi contengono un presagio.



RAGAZZA

Presagio di che?



PILATUS

Non si scherza col verbo. Due notti fa ho sognato le carte e la morte.



RAGAZZA

I tarocchi?



PILATUS

No, non i tarocchi, le carte da gioco. Conosci la mano del morto?



RAGAZZA

No.



PILATUS

La mano del morto è assi e otto.



RAGAZZA

Assi e otto?



PILATUS

Esatto. Ho sognato che avevo in mano la mano del morto. Assi e otto.

E morte significa tempo, e il tempo è speranza, e sperare vuol dire rifiutare la morte.

Non è così forse?



RAGAZZA

Non so se il tempo vuol dire sempre speranza.



PILATUS

Che cazzo dici. Con chi credi di parlare? Con un pivellino?

(LUI E’ UBRIACO. LEI SI ALZA DI SCATTO, NON NE PUO’ PIU’.)

Giusto!. Stò per cacciarti via.Però ascolta ciò che ho da dirti prima di andare per la tua strada.

(LA BLOCCA) Pensa al quadrante di un orologio.

Il contrario di uno è sette ed il contrario di otto è due. I numeri della morte sono otto e uno, dunque quelli della vita sono sette e due. Ed oggi è il giorno della vita.



RAGAZZA

E tu come fai a saperlo?



PILATUS

Per ogni uomo c’è un ergastolo , sorella. Lo so perché lo so. Io so tutto. (SILENZIO)

(LA RAGAZZA IRRITATA PRENDE LA SUA ROBA ; ENTRA IN BAGNO: SI PREPARA AD ANDARSENE).

E adesso che fai, eh? Guarda che io potrei sbatterti contro il muro e scoparti qui, basta che apri quel guibbotto , alzi la gonna, mi stringi le gambe contro, e sposti le mutandine, basta infilarlo lì, è solo quello che vuoi da me, lo sappiamo tutti e due.

(LUI TORNA A SEDERE SUL LETTO. LEI USCITA DAL BAGNO STA PER APRIRE LA| PORTA DELLA CAMERA E ANDARE VIA).

Vuoi vedere come è vero il fatto che io sa tutto?

Adesso nella tua mentr stavi cantando una canzone.



RAGAZZA

(STUPITA SI FERMA) Sì. E sai anche quale?



PILATUS

Una canzone di assi e di otto.



RAGAZZA

Stavo cantando “Knochin’ on Heaven door”.



PILATUS

Quella vecchia e triste di Bob Dylan?

RAGAZZA

Proprio quella.



PILATUS

Hai ancora qualcosa da ridire sul mio verbo?

(LA RAGAZZA CHIUDE LA PORTA E RIENTRA NELLA STANZA)



RAGAZZA

No.

(TORNA A SQUILLARE IL TELEFONO. QUESTA VOLTA, COME RINCUORATO, DOPO UN ATTIMO DI INCERTEZZA, CHRIS VA A RISPONDERE)



PILATUS

Ah, sei tu Frank?

No, non sentivo il telefono, scusa. Sì, ma non t’arrabbbiare.

Allora cosa mi rispondi riguardo alla proposta che ti ho fatto?

Io non ce la faccio più, Frank. Mi fai registrare con la mia voce?

Ma…Non la prendere così!. Sì,….allora okai!

L’hai voluto tu. Vediamo chi la vince.

Io allora faccio una conferenza stampa e dico tutto ai giornalisti. Ce l’ho sì, il coraggio.

Aspetta e vedrai. Basta col playback, Cristo. Io so cantare!.

E allora vaffanculo.

(ATTACCA IL TELEFONO. STA SUDANDO, SI FA UNA STRISCIA DI COCA. POI IN MODO FORSENNATO  APRE UNA VALIGIA E CI METTE TUTTE LE SUE COSE CHE TROVA A PORTATA DI MANO. LA CHIUDE, STA PER USCIRE QUANDO SI RENDE CONTO DELLA PRESENZA DELLA RAGAZZA E SI FERMA)

Sto per prendere una decisione importante , molto importante.



RAGAZZA

…E’ il giorno del tuo numero fortunato , penso tu lo possa fare. E poi tu hai “il verbo”.



PILATUS

…Dio dà il verbo, ma sta ai mortali interpretarne la parola.



RAGAZZA

Certo, è naturale.



PILATUS

Sai piccola che non ho cantato neanche una nota di “Midnight last girl”?.



RAGAZZA

Stai scherzando?



PILATUS

No, è proprio così. Sette milioni di copie vendute ed io non ne ho cantata una sola nota.

Tutto in playback. Ed anche i concerti , solo in playback.

Non te ne sei accorta, vero?.

Ma io non ce la faccio più, sto scoppiando, mi vergogno. Io ho una voce!

(TORNA A SQUILLARE IL TELEFONO. PILATUS SI AVVICINA E STACCA IL FILO)

Ho fatto un patto col Diavolo, il mio produttore, Frank Terry; ho venduto a lui l’anima in cambio di fama e denaro.

Io la odio la mia voce, cioè la voce che mi hanno imposto.

Quel timbro tagliente , nasale, carico di sofferenza. E’ inconfondibile, straziante, una voce incredibile, malinconica.

Io ascolto quei fraseggi insoliti ed imprevedibili, il vibrato da jazzista che sembra risalire di colpo ad ogni frase e mi chiedo, di chi sarà? Chi è il proprietario di quella voce così inumana?.

Se me lo dovessi trovare un giorno di fronte cosa mi direbbe?.

Cosa vorrebbe in cambio dell’uso che ne ho fatto?. Ormai la mia vita è un fluire di canzoni in controtempo, a fiato mozzo, come se ogni parola che imito fosse una tortura.

Cantavo in un club di merda ad Alassio, dove c’era della carta igienica che pendeva dalle pareti per far asciugare il sudore della gente.

Ero disperato. Una sera, me lo ricordo come se fosse oggi, uscii fuori da quel maledetto club interrompendo a metà il mio numero e restai lì. Non sapevo più che fare.

Stava piovendo , l’acqua mi si infilava sotto il colletto e mo scendeva giù per il collo.

Dopo non so quanto tempo che stavo lì, così, alzai un braccio per fare segno ad un taxi che passava tra spruzzi d’acqua ma il tassista non si girò neanche a guardarmi.

Ero bagnato fradicio, l’acqua mi riempiva le scarpe e sentivo che la punta dei piedi era già insensibile per il freddo. Allora mi spostai sotto il tendone del night e cercai di accendermi una sigaretta vicino al cartellone col mio nome sbiadito.

Alzando il fiammifero mi accorsi che le mani tremavano.

Aspirai la sigaretta rendendomi conto di aver perso il senso del gusto e mi infilai le mani strette a pugno in tasca, alzando lo sguardo verso la strada e fu allora che vidi lui.

“Tu sei Roberto Bono?” Mi chiese.

“Stasera t’ho sentito suonare.”

Dopodichè m’ha portato a casa sua e m’ha detto che aveva una canzone pronta e registrata che sarebbe stata un successo.

(METTE IL CD DI “MIDNIGHT LAST GIRL”).

Io vivevo nelle case popolari e rubavo nei supermercati, come potevo rifiutare tutto questo?

Il disco era davvero bello, un sicuro hit…

Dopo averlo ascoltato ripetetti subito mentalmente la melodia diverse volte.

L’idea era forte , la prima strofa entrava subito nel cuore. Il ritornello restava sospeso nella mente.

Era una ballata soul tranquilla, ma con un po’ di ritmo in più, e ballabile.

Mi avrebbe aperto le porte del successo.

Vedevo già davanti a me la scala per il cielo.

Gente di tutto il mondo avrebbe ascoltato la mia musica.

Avrebbe cantato anche senza capire, solo seguendo il ritmo. Perfino le ragazze bulgare mi avrebbero desiderato. Ragazze che non avrei mai incontrato avrebbero attaccato le mie foto alle pareti delle loro stanze e si sarebbero addormentate sognando di fare all’amore con me.

Milioni di persone avrebbero ascoltato ed adorato le mie canzoni. Milioni e milioni.

Ma non avevo capito che a Frank interessava solo il mio fisico, solo la mia immagine.

Per sempre e senz’anima.

Il mio nome Roberto Bono è diventato Chris Pilatus, il mio look, i miei capelli sono cambiati…

Ma non mi hanno mai fatto cantare, solo muovere la bocca…

Pensavo che dopo aver raggiunto il successo avrei potuto tornare a cantare con la mia voce, ma lui non vuole….non vorrà mai.

Io ho bisogno di sentire arrivare la canzone dagli altoparlanti con un po’ di eco e di riverbero.

E con questa voce da cadavere sfiorare con le labbra lo schermo metallico del microfono.

Dio COME MI MANCA CANTARE. Sentire il rumore del respiro nelle casse acustiche.

Battere il tallone in terra per dare il tempo, sentire la chitarra entrare calma e ritmica e poi liberare la mia voce rovinata dal non uso, pronta a sussurrare la melodia, gracchiando, ma solo per un po’, solo fino a quando riuscirà a riscaldarsi.

Frank Terry , spero che tu finirai col marcire all’inferno per tutta l’eternità.

Io non posso continuare ancora.

Io spezzo il patto.

Dirò la verità al mondo, domani farò una conferenza stampa, i miei fans capiranno…

(LA RAGAZZA LO GUARDA ALLIBITA)

Come si chiamava tua sorella?



RAGAZZA

Aurora.



PILATUS

Aveva il naso come il tuo, ma era un po’ più piccola, vero? E con i capelli più chiari.



RAGAZZA

Sì, è proprio lei.



PILATUS

Bene. E’ importante ricordare.

Tu sei la sorella minore.

Quanti anni hai?



RAGAZZA

Diciannove.



PILATUS

E come ti chiami?

Non me lo hai ancora detto.



RAGAZZA

Io mi…

(VIENE INTERROTTA DA UN’ INSISTENTE SCAMPANELLATA ALLA PORTA .

PILATUS DOPO UNA LEGGERA ESITAZIONE VA AD APRIRE.

SI SENTE UNA PISTOLA SPARARE RIPETUTAMENTE.

PILATUS COLPITO CROLLA A TERRA.

LA RAGAZZA ANCORA SEMINUDA, IN PREDA AD UNA CRISI  ISTERICA SI METTE AD URLARE.

LE DOLCI NOTE DI “MIDNIGHT LAST GIRL” CONTINUANO A SPANDERSI NELL’AMBIENTE).





                                                                                                Renato Giordano



REGISTA, AUTORE, MUSICISTA E OPERATORE CULTURALE.
Renato Giordano è nato a Roma il 22 Aprile 1953. ha al suo attivo circa 110 regie teatrali ed ha scritto 29 commedie per la scena, tutte rappresentate.

1 commenti:

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